giovedì 6 aprile 2017

FUMETTO – WISH YOU WERE HERE, SYD BARRETT E I PINK FLOYD

uon salve a tutti quanti,
amici e visitatori dell'aNtRoDeLLoShAmAnO!
Se siete qui è perchè sapete che in questo antro digitale si raccontano storie, si custodiscono storie. Storie di ogni genere. Storie di un passto fantastico, storie attuali, storie future. Oggi vorrei parlarvi di una storia a fumetti. Oggi vi vorrei raccontare di...



Storia: Danilo Deninotti
Disegni: Luca Lenci
Copertina: Giovanni Merinovich
Lettering: Laura Tartaglia
Casa Editrice: BD Edizioni – Rock



Che LoShAmAnO, vostro custode delle storie, fosse un appassionato del gruppo psichedelico e lisergico per eccellenza non lo sapevate, vero? Ah, è proprio vero che non si finisce mai d’imparare.
Tempo fa, interloquendo con gli spiriti che di tanto in tanto vengono a farmi visita presso questo antro digitale, ho scoperto questo fumetto.
Mi sono ritrovato a comprarlo subito, per istinto, senza leggere alcuna recensione o informarmi più di tanto.
Avrò fatto bene?
Scopriamolo insieme.

Partiamo dalla copertina che non mi ha ha fatto impazzire, forse per l’impostazione o forse ancora di più per i colori, ma come m’insegnate voi, mai fermarsi alle prime apparenze.


Sfogliano alcune pagine a casaccio, si nota subito l’espediente grafico di usare il rosa (PINK) al posto del grigio quasi ovunque. Si ha sin da subito l’impressione di osservare il mondo attraverso degli occhiali dalle lenti colorate. Da un lato, leggendo la storia, ho come avuto l’impressione che le lenti colorate siano anche a raggi x. Dico questo perché man mano che si avanza nella lettura, pagina dopo pagina, si ha l’impressione di superare il primo strato dell’esteriorità per ritrovarsi nell’animo di Syd Barrett… per ritrovarsi nella tana del bianconiglio. Dall’altra parte sembra anche di vivere un’esperienza lisergica. Tutto è colorato di rosa. Tutto queste parole sono per dirvi, in sintesi, che l’espediente è stato particolarmente apprezzato dal sottoscritto, mi è proprio parso d’effetto e strumento narrativo potente.

Altro espediente, sempre grafico, particolarmente riuscito e che strizza l’occhio ad uno dei grandi del fumetto italiano, quel Gianni De Luca di cui vi propongo un'immagine qui di seguito , è quello di far evolvere il tempo (che normalmente nel fumetto evolve da una vignetta all’altra), all’interno della stessa vignetta, con i personaggi che cambiano posizione (evoluzione spaziale). Anche in questo caso il rimando a esperienze oniriche, lisergiche, etc. è davvero riuscitissimo! In queste vignette il tempo e lo spazio perdono il significato che normalmente gli diamo e sono governati da un fluido (FLOYD - questa è un pò tirata per i capelli, lo so.) mosso da leggi tutte sue, che sembrano più legate alle emozioni, ai sogni ed ad una dimensione immaginaria più che ad una fisica.


Vi segnalo ancora  questa vignetta in cui si adotta la stessa tecnica per la nota citazione della copertina dell'albo "Abbey Road" dei Beatles




In poche pagine iniziali, che mi hanno emozionato, si narra la nascita dei Pink Floyd (Syd Barrett, Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright), nella loro formzazione originale.


La storia poi porterà il lettore in un progressivo scorrere del tempo lineare, che a volte si interrompe per narrare vicende passate, assolutamente parallelo all’inabissarsi nel profondo di quello straordinario istrione che era Syd Barrett.

La storia dunque narra dei problemi nella gestione di Barrett da parte degli altri componenti, narra dell’arrivo di David Gilmore, narra delle vite di Syd e dei Pink Floyd come fossero delle rette che per diversi tratti del loro incedere scorrono parallele, di tanto in tanto s’incontrano (rette parallele che s'incontrano... solo in un sogno succedono queste cose); ma soprattutto narrano del loro ultimo incontro.



Si narra della composizione dell’albo Wish You Were Here. Si cita la copertina dell’album Animals, quello con la fabbrica ed il maiale, si cita la famosissima copertina di The Dark Side of The Moon.




Si racconta di un Barrett solo, preso da una sorta di follia o grande sensibilità, e dall’uso di droghe.

Ho apprezzato molto il fatto che non vengano espressi dei giudizi in merito a nessuna delle faccende narrate.

Anche i disegni mi sono sembrati particolarmente funzionali al narrare della storia: per nulla asettici, lineari o ben definiti, tutt’altro, sono a tratti “grossolani”, spessi e pesanti. Funzionali a comunicare un’emozione d’inquietudine più che a descrivere con precisione il modo di vestire o l’ambiente circostante.

In conclusione, se siete dei conoscitori della storia dei Pink Floyd, se apprezzate la loro musica, questa storia vi emozionerà. Se non conoscete i Pink Floyd, non conoscete la loro storia, non apprezzate o non conoscete la loro musica, non conoscete Syd Barrett, dopo questa storia sarete presi dalla curiosità di avvicinarvi al loro mondo. Sarete desiderosi di saltare nella tana del bianconiglio per vedere cosa c’è dall’altra parte.


Ovviamente la colonna sonora durante la lettura di questa storia non può ch essere: the piper at the gates of down.

Vi segnalo ancora un link, scoperto proprio alla vigilia della publicazione di questo post. vi rimando dunque al sito di fumettologica.
...al prossimo incontro!
LoShAmAnO

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