PROGETTO BREVI OPINIONI DI RUOLO: PLANETES


Autori a autrici
  • Alessia Caviglia
  • Camilla Zamboni
  • Erik Iudica

Editore
Nessuno.
Lo si può scaricare gratuitamente in inglese o in italiano da questo link: 

Classificazione
  • Regolamento: originale
  • Ambientazione: qualsiasi
  • Durata del gioco: 1 ora / 1,5 ore
  • Preparazione: no
  • Game Master: no, ma deve esservi un facilitatore
  • Strumentazione: fogli, matite, post-it
  • Numero di persone: almeno 9 divise in gruppi di almeno 3 persone. Pensato per un gruppo classe
  • Età consigliata: ragazzi delle superiori

Cosa andremo a giocare?
Planetes è un gioco di creazione di città, di esplorazione e di interazione sociale. Non ha una sua vera e propria ambientazione, diciamo solo che, per quello che ho potuto leggere gli autori e le autrici sottintendono che ogni gruppo andrà a creare una città moderna, dei nostri giorni. 
Ogni gruppo creerà una città. Qualcuno del gruppo partirà ed andrà a visitare una città creata da un altro gruppo. Qualcuno del gruppo resterà e sarà visitato da qualcuno proveniente da un altro gruppo, un'altra città. I Viandanti faranno poi ritorno al loro gruppo e si vedrà come l'aver visitato e l'essere stati visitati andrà a cambiare la città creata.


Come andremo a giocare?
Il gioco è strutturato in tre fasi.

Nella prima fase, dopo aver creato in maniera molto semplice il proprio personaggio (Nome, Pronome e un Tratto generico) si inizia la creazione della città in maniera condivisa con gli altri membri del gruppo. Segue la scelta di chi sarà il Viandante che partirà per andare in un'altra città (farà visita ad un altro gruppo) e chi saranno gli Abitanti che resteranno nella loro città e saranno visitati da un Viandante.

La seconda fase, detta il Crocevia, è suddivisa in tre diversi momenti ben specifici:
  • Prime impressioni: il Viandante fà domande sulla nuova città agli Abitanti. Gli Abitanti possono rispondere solo Sì/No. Il Viandante scrive una prima impressione sulla nuova città. Gli Abitanti fanno invece domande al Viandante su di lui/lei. Il Viandante risponde solo Sì/No. Gli Abitanti scrivono una prima impressione su di lui/lei.
  • Esplorazione: il Viandante indica tre aree sulla mappa della nuova città dove è arrivato e chiede agli Abitanti di raccontargli cosa vede e cosa sente. Gli Abitanti possono fare domande al Viandante o sulla sua identità o sulla città di provenienza.
  • Ritorno: prima di tornare alla propria città il Viandante condivide le sue impressioni sulla nuova città e propone un nuovo vale da assegnarle. Gli Abitanti invece condividono le impressioni sul Viandante e propongono un nuovo Tratto da assegnargli.
Nella fase tre, l'Epilogo, il Viandante torna alla sua città di origine e descrive agli Abitanti le sue impressioni sulla città che ha visitato e condivide il Valore che ha assegnato. Racconta l'impatto che il viaggio ha avuto su di lui sulla base del Tratto che gli è stato assegnato. Gli Abitanti raccontano al Viandante chi ha visitato la città e descrivono il Tratto che gli hanno assegnato. Descrivono cosa è cambiato in città sulla base del Valore che le è stato assegnato.

A questo punto Abitanti e Viandanti decideranno se restare nella propria città o se spostarsi. Per chi deciderà di farlo ci si sposterà fisicamente in un una nuova città (un nuovo gruppo). Avendo creato un nuovo gruppo di Abitanti si dovrà dare un nuovo nome alla città.

Il "Debriefing" finale rappresenta una serie di domande a Viandanti e Abitanti che il Facilitatore può fare per aiutare i giocatori a riflettere e processare la propria giocata e la propria esperienza.

Opinione e appunti vari
Non essendo io un professore non so se riuscirò mai ad intavolare un gioco come questo, ma mi permetto di lasciare alcune osservazioni che qualcuno di voi potrà chiamare opinioni.
  • Il gioco è pensato per imparare una nuova lingua. L'obbiettivo dichiarato del gioco, essendo stato pensato per la scuola è quello di far parlare i ragazzi di una classe in una certa lingua "target". Non credo questo sia un elemento fondamentale per il gioco. Penso si possa giocare anche in lingua madre, anche se capisco che la questione dell'apprendimento della lingua è l'elemento che permetterà a questo gioco di entrare in una scuola ed essere giocato.
  • C'è un'attenzione molto spiccata a meccaniche di sicurezza e inclusione. Le meccaniche di sicurezza sono esplicitate tra le prime cose da rendere pubbliche ai ragazzi e l'uso dei pronomi durante la fase di creazione dei personaggi è introdotto nelle meccaniche di gioco.
  • Si sente fortemente che questo gioco di ruolo è pensato per essere usato a scuola in quanto:
    • è suddiviso in fasi, in modo da dare ordine alla giocata e non perdersi
    • ogni fase di gioco ha delle tempistiche fisse in modo da poter essere giocato in un'ora di lezione
    • il gioco è integrato con dei materiali per i Facilitatori (Insegnanti) per approfondire gli argomenti di gioco e per aiutare a farli emergere dalla giocata. Questi materiali comprendono una spiegazione delle varie fasi, suggerimenti da seguire sulla base del livello linguistico della classe a cui si sta proponendo il gioco, un elenco di buone pratiche per giocare e consigli per gestire il gioco. Questi elementi sono la base con la quale un insegnante potrà costruire un progetto scolastico.
  • Interessantissima la parte di "Debriefing" e le potenzialità di questo gioco.
Ho scoperto Planetes quando mia moglie, insegnante di lingua inglese alla superiori, mi ha chiesto se tra i miei "gigetti" (inizialmente della nostra storia, il termine "gigetti" fu coniato da mia moglie per la mia passione per le miniature. Oggi il termine "gigetti" è un grande calderone al cui interno sono finiti anche fumetti e giochi di ruolo), non ci fosse qualcosa che lei potesse usare a scuola. Dico questo perchè, appena mia moglie riuscirà a portarlo nelle sue classi, potrò darvi un'opinione giocata, per ora mi limito ad osservare che mi sembra un'idea davvero interessante, che tocca tematiche moderne e di attualità e che mi ha incuriosito molto. Ben esposto, chiaro, molto aderente al suo obiettivo e ben pensato per quello che è il suo scopo, essere giocato in un'ora, massimo due, comprendendo anche la fase di "Debriefing". 



Ed ora non mi rimane che salutarvə e darvə appuntamento...
...al prossimo incontro!
LoShAmAnO


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