mercoledì 10 maggio 2017

FUMETTO - Bacon, Berlino 1938

uon salve a tutti quanti,
amici e visitatori dell'aNtRoDeLLoShAmAnO!
Se siete qui è perchè sapete che in questo antro digitale si raccontano storie, si custodiscono storie. Storie di ogni genere. Storie di un passto fantastico, storie attuali, storie future. Oggi vorrei parlarvi di una storia a fumetti. Oggi vi vorrei raccontare di...

Bacon, Berlino 1938

 
Testi e disegni: Marco Natale
Editing e supervisione colori: Ilaria Lazzarotto
Colori: Marco Natale, Ilaria Lazzarotto, Federico Ferrarese
Impaginazione e lettering: Simona Rossi
Copertina: Ilaria Lazzarotto




Marco Natale è un autore che come membro dell'associazione culturale Chinauti ho avuto modo di incrociare spesso, è stato ospite di un’edizione di Peveragno Comics, proprio con Bacon, allora alla sua prima apparizione; l'ho abbiamo poi re-incontrato a Lucca dove ci siamo messi d’accordo per “un’intervista”, per poi ritrovarlo ancora una volta tra gli ospiti dell’ultima edizione di Peveragno Comics.



Questo fumetto mi piaciuto molto, le vicende umane e gli stereotipi  che le contraddistinguono vengono riversate nell’antropomorfismo degli animali, protagonisti delle vicende che vengono narrate.

Il razzismo che pervade la nostra società viene riproposto nell’odio tra i pelo lungo ed i pelo corto, giusto per citare un esempio.

I personaggi sono caratterizzati al massimo. Il Dr. Turtle, con il suo continuo sfornare battute taglienti è però molto generoso nella sua idea di andare in Germania per salvare suo figlio, finito in prigione che rischia la morte.L’aggettivo generoso prende poi molto valore nel momento in cui viene presentato il figlio del dottor Turtle.

Bacon è lo stesso porco di sempre! Non fraintendetemi. Intendo dire che è lo stesso personaggio che abbiamo conosciuto nei due numeri precedenti, davvero un bel personaggio soprattutto per gli amanti del genere investigativo anni trenta.

Il linguaggio e le battute utilizzate vengono riadattate agli animali che stanno gestendo la conversazione, in maniera molto efficace.

L’impianto grafico è come sempre molto molto bello, bei colori, mai pesanti, un tratto matitoso tra il disney e la scuola franco-belga.

Bacon, Berlino 1938 è una storia d’azione, di spionaggio, violenta (con questo aggettivo vorrei fare riferimento a quando vengono fermati per strada i due ebrei, rappresentati come topi – strizzata d’occhio a Mouse di Speigelman? - e viene imposto il controllo sulla lunghezza del pelo) e divertente.

Assolutamente da leggere.

...al prossimo incontro!
LoShAmAnO
 

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