lunedì 1 maggio 2017

FUMETTO – Andrà tutto bene (e altre bugie)

uon salve a tutti quanti,
amici e visitatori dell'aNtRoDeLLoShAmAnO!
Se siete qui è perchè sapete che in questo antro digitale si raccontano storie, si custodiscono storie. Storie di ogni genere. Storie di un passto fantastico, storie attuali, storie future. Oggi vorrei parlarvi di una storia a fumetti. Oggi vi vorrei raccontare di...

Andrà tutto bene (e altre bugie)



Autore: Giorgio Tino (Tinoshi)



Una piccola sorpresa.
Questo fumetto è stato una piccola e piacevole sorpresa.
L’autore monregalese mi ha piacevolmente stupito.
Ma andiamo con ordine altrimenti, come sempre, mi perdo e finisco con il divagare.

Come prima nota vi rimando alla seconda di copertina in cui l’autore viene presentato… già solo l’introduzione incuriosisce e spinge a voltare pagina. Ve la riporto qui di seguito.

Giorgio Tino, classe '81, è nato a Mondovì, provincia di Cuneo-Hokkaido. 
È cresciuto a suon di calcio e cappuccini, 
e seguendo le orme di Bruce Lee è finito a San Francisco, 
senza imparare il Kung Fu 
ma per studiare come diventare un pilota di robot atomici, 
o un pirata.

Disegna fumetti perché lì può essere un pilota di robot atomici.

O un pirata.

Per proseguire devo segnalare la bell’introduzione all’albo scritta da Roberto Totano TOT, autore tra le altre cose di Nirvana. Diciamo che l’apprezzamento verso Tinoshi si sente.


Proseguiamo poi facendo un cenno al formato di questo albo: quadrato. Il formato potrebbe stupire, ma è stata senz’altro una scelta azzeccata da parte della Manfont in quanto richiama perfettamente lo stile grafico dell’autore che compone ogni sua singola tavola di 4 vignette, tutte della stessa dimensione, nella più che consolidata tradizione delle strisce comiche. Non ci si lasci però fuorviare pensando di catalogare Tinoshi (vi rimando per un attimo, nuovamente alla presentazione dell’autore che trovate nell’immagine qui sopra. Tornate a leggerla un attimo e poi tornate qui).

Letta?

Bene.

Dicevamo: l’autore sorprende un poco perché, pur rispettando i canoni e le leggi che governano la composizione di una striscia (introduzione, evento, momento comico, pausa, risoluzione, etc. ed ogni singola tavola sembra esserlo in tutto e per tutto), le varie tavole messe insieme, pagina dopo pagina, mostrano il dipanarsi sotto gli occhi del lettore del filo della trama di una storia.

Tinoshi riesce davvero molto bene a stare in equilibrio su questo filo teso e la risultante è piacevolissima alla lettura, divertente, irriverente ed ironica.

I quattro personaggi, come vuole la tradizione della striscia, sono marcatamente caratterizzati in un loro stereotipo. Riconoscibili e ben identificabili, rimandano ad aspetti in cui ogni lettore più o meno si può immedesimare, e trovo che questo sia un altro punto di forza.

Il testo e le batture sono sempre ben dosate, e non potrebbe essere altrimenti, in caso contrario il momento comico delle singole strisce andrebbe perso.


La caratteristica grafica principale che attribuirei a Tinoshi è quella di essere “essenziale”. Come già indicato da TOT nell’introduzione (a cui accennavo prima), il tratto è lineare, pulito, ma essenziale, nulla di eccessivo viene introdotto. Le singole vignette contengono i personaggi ed i baloon. Personaggi e parole. L’essenziale.

E se ora aggiungessi che il tema trattato nel fumetto è l’amore?
Trattato in maniera spiritosa, a tratti divertente, ma con una strizzata d’occhio a grandi questioni che accompagnano l’uomo da sempre.
Se lo leggerete fatemi sapere i vostri commenti.
Vi auguro di rimanere piacevolmente stupiti, come è capitato a me.

Come ultima informazione prima dei saluti finali vi segnalo ancora il sito di Tinoshi che potete trovare cliccando qui.

Ed ora come sempre non mi resta che salutarvi per darvi appuntamento...

... al prossimo incontro!
LoShAmAnO
 

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