martedì 13 gennaio 2015

FILM: Pride

Buon salve a tutti quanti,
amici e visitatori dell'aNtRoDeLLoShAmAnO!


Quest’oggi vorrei parlarvi di un film che sono andato a vedere nel fine settimana: Pride. Quello che leggerete è il frutto delle discussioni che abbiamo fatto, mia moglie ed io, in merito al film.

Di cosa parla il film? Innanzitutto è d’obbligo sottolineare che si tratta di una storia vera, il che aggiunge al film quel tocco di ulteriore credibilità, se ancora ce ne fosse bisogno. La storia del film racconta di un gruppo di omosessuali della Londra degli anni 80, che, accortisi del movimento dei minatori, in sciopero contro il governo Tatcher, trovano dei punti in comune tra le loro richieste e quelle del movimento. Decidono allora di aiutarli, dapprima finanziariamente, raccogliendo dei soldi per supportare loro e le loro famiglie, che rimanendo senza stipendi, devono in qualche modo arrangiarsi; e poi… poi la coperazione cambia di livello. Non è solo più assistenziale, ma scende ad un livello più profondo.

I personaggi coinvolti nella storia sono davvero ben caratterizzati dai rispettivi attori, e la storia prosegue leggera ed elegante, come nella migliore tradizione inglese. Realtà e battute sono ben dosate. Scene serie e scene divertenti si alternano con altre “drammatiche” portandoci per mano verso il finale. In merito a questo finale non vi svelo nulla. Vi rovinerei il piacere di scoprirlo. Un finale che riempie il cuore. 

Quello che vorrei però condividere con voi è questo: la storia può essere letta sotto molti punti di vista; a partire da quello per i diritti del movimento degli omosessuali, per passare da quello sociale più legato al movimento di protesta dei minatori, per arrivare a quello storico dato che stiamo parlando di una storia vera, ben identificata nella storiografia inglese. Tutti punti di vista più che veritieri ed ognuno con una propria valenza. 

Vorrei però sottolineare maggiormente il punto di vista umano, da cui possiamo guardare a questo film,  soprattutto visti gli eventi dell’attualità che ci circonda (strage di Parigi, piuttosto che le giornaliete stragi in Nigeria di Boko Haram, l'Isis e conseguente accomunamento generalizzato di una certa religione con il terrorismo). Se osserviamo da questo punto di vista al film, possiamo notare come una piccola apertura verso l’altro (un altro che tutti dicono pericoloso, un altro che tutti tendono a isolare e ghettizzare) abbia, più o meno semplicemente, portato a qualcosa di grande e bello!

Tutto qui.

Semplice.

Non ho detto facile.

Ho detto semplice.

Mi rendo conto che questo genere di semplicità portata ad un livello sociale di grandi masse, si carichi di dinamiche complesse.

E se questa semplicità, invece di essere portata a livello delle grandi masse, debba, per prima cosa, compiere un viaggio direttamente inverso?

Credo che invece di salire alla grandi masse, questa semplicità dovrebbe, come prima cosa, scendere fino a raggiungere il nostro livello personale. Perchè questa semplicità, prima di riguardare gli altri. Prima di riguardare le grandi masse dei grandi movimenti e delle grandi associazioni, riguarda ognuno di noi e la nostra vita.

Riguarda me.

Riguarda te.

Ed ecco che, con disarmante "semplicità": quel "me" e quel "te" diventano "noi".

Che dire? Un gran bel film, che in questo momento storico che viviamo, lancia un messaggio positivo e di speranza, cosa non scontata.

Come sempre vi saluto…


…al prossimo incontro!
LoShAmAnO

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