lunedì 9 settembre 2013

FUMETTO: dragonero 02

Ciao a tutti amici e buona settimana!
In queste vacanze appena trascorse i fumetti letti sono stati davvero tanti. Inizio con il raccontarvi qualcosa del primo di quelli che ho letto. Nei prossimi giorni cercherò di scrivervi qualcosa anche degli altri. Come sempre: sedetevi intorno al fuoco accesso nel centro dell'antro, chiudete gli occhi e concentratevi sulla voce che inizia a raccontare...

"Oggi vi parlerò di una storia di un'eroe che si faceva chiamare...Dragonero..."


DRAGONERO 02
Il segreto degli Alchimisti
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Luca Enoch e Stefano Vietti
DISEGNI E COPERTINA: Giuseppe Matteoni
LETTERING: Marina Sanfelice

La storia prosegue anche in questo secondo numero, proprio come l’abbiamo letta nel primo numero di questa nuova serie. I due autori ci raccontano dell’attuale missione di Ian, Myrva, Sera e Gmor, per smascherare il commercio clandestino di armi diretto verso l’isola degli orchi, al fine di cercare di fermare una rivolta che sembra voler sfociare in una guerra.

Nel farlo, legano le vicende attuali ad una precedente missione di Ian, sempre legata alla temibile arma che è il fango pirico, in cui lo stesso Ian ed i suoi due compagni Xara e Khail indagano per capire dove venga prodotta. Le due vicende sono legate dal racconto che Ian fa ai compagni della precedente missione, in cui ci viene svelato un Ian decisamente più giovane, che non sembra proprio essere al centro dell’attenzione (il capo della comitiva sembra essere decisamente Xara) e dal carattere decisamente più…ingenuo. Partiamo però con ordine. Il gruppo si sta dirigendo alla dimora di Alben (la magione del mago amico di Ian è davvero ben realizzata, bella imponenete a picco sul mare), qui Ian mette al corrente i compagni della fine dell’avventura affrontata in passato. Scopriamo che Ian e Xara durante quella avventura diventarono amanti (scopriamo anche che l’ingenuo Ian di allora, sembra venir sfruttato da Xara, che brama più di ogni altra cosa, il potere e nuove scoperte scientifiche che possano garantirle fama eterna), e che trovato il rifugio segreto degli alchimisti, Xara cade in un burrone, completamente avvolta dal fango pirico, nel tentativo di recuperare i segreti di quella tecnologia. Altra nota da segnalare è il profondo legame che Xara e Atrea (l’elfa scura) instaurano durante la permanenza presso la casa rifugio del cenote. Qui assistiamo anche ad un simpatico siparietto tra il cucciolo di orso di Atrea e i due uomini della compagnia, Ian e Khail. La storia raccontata da Dragonero, sembra dunque concludersi con quella che sembra essere la morte di Xara, l’indomita tecnocrate. Il lettore però viene colto da un grandissimo dubbio in merito a questa morte quando viene mostrato un flash di quanto accade nel presente presso l’isola degli orchi. Umani prigionieri vengono condotti dagli orchi presso la dimora della Signora Nera. Una donna, completamente avvolta di una tuta aderente, non ne scorgiamo nemmeno un brandello di pelle. Al suo fianco Atrea, la stessa elfa scura della prima avventura di Ian. La cosa non vi insospettisce?
Questo numero ci riserva ancora due belle sorprese.
La prima riguarda Ian ed i poteri da lui acquisiti dopo l’uccisione del drago. Alben sottopone il nostro eroe ad una sorta di esperimento, portandolo in riva al mare e facendogli immergere le mani nell’acqua, chiedendogli di rilasciare il potere. La cosa ha un’effetto davvero sorprendente. Un drago d’acqua, viene attirato da quel potere e si pone, lasciandosi accarezzare il capo a servizio del nostro protagonista. Albe spiega la cosa in questi termini: Ian non ha ucciso un drago qualunque, ma un signore dei draghi. Questo fatto viene avvertito dal drago d’acqua, e riconosciuto, genera una forma di rispetto verso colui che ha ottenuto tale potere con onore e coraggio.
La seconda nota che ho apprezzato molto è il viaggio sull’aeronave che porterà i nostri eroi presso il ventre della notte, una forra circondata da pietre basaltiche levitanti. Luogo in cui gli indizi comunicati da Alben suggeriscono possano trovarsi ulteriori elementi di svolta per l’indagine degli avventurieri.
Un numero decisamente ricco di notizie, aneddoti, segreti; tanta avventura alla maniera tolkeniana, piuttosto che intrighi alla Cronache del ghiaccio e del fuoco. L’ironia non manca ed è davvero ben dosata.
Questa soluzione di una storia lunga diversi numeri non mi dispiace affatto, ne sto apprezzando la complessità e le diramazioni. Credo che a storia finita (mi pare di aver capito che serviranno ancora due numeri per vederne la conclusione) la leggerò da capo tutta d’un fiato.
I disegni di Matteoni, non mi hanno fatto impazzire, se non in alcune sue parti. A volte le tavole, ma direi le stesse vignette sono troppo cariche e piene di segni. Un poco di semplificazione in più non mi dispiacerebbe, forse un ripasso a china meno pesante e marcato, ma più leggero potrebbe agevolare. Ma che parlo a fare io che non ne capisco nulla di disegno? Vabbò, era così per farvi partecipi di una mia personalissima opinione.

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