martedì 12 marzo 2013

Quando la saggezza è a portata di mano...

QABBALESSICO
Haim Baharier
Giuntina, 2012

Che personaggio Haim Baharier! Inizio così a parlarvi di questo libro. Inizio con il raccontarvi qualcosa in merito al suo autore. Premetto che di lui non so praticamente nulla. E lo so. Vi starete sicuramente domandando come faccio, allora, a raccontarvi qualcosa di lui. Avete ragione. Ma abbiate fiducia. Di questo signore posso raccontarvi che di come l’ho conosciuto (si fa per dire, intendiamoci) e dell’impressione che ne ho avuto.
Ma andiamo con ordine, altrimenti rischio di perdere il filo del discorso.
L’ho conosciuto nell’edizione 2012 di Scrittori in città, una gran bella manifestazione culturale che ogni anno si svolge a Cuneo. La manifestazione abbraccia la letteratura. Parliamo quindi di incontri con scrittori, presentazioni di libri, etc.
Proprio in una di queste presentazioni mi sono imbattutto in Haim. Ho partecipato alla presentazione di questo suo libro. Haim è un personaggio incredibile. Sprizza voglia di vivere in ogni suo gesto. Parla in maniera posata, ogni parola è misurata, mai fuori posto. Sembra che ogni parola detta, è detta perché andava proprio detta. Non risulta superflua, ma necessaria. Barba e capelli bianchi, quando dice una cosa, la dice con un sottofondo di saggezza. Mi verrebbe da dire che è quasi magnetico.
E questo era, è Haim Baharier, o meglio, l’esperienza che io ne ho fatto.
Veniamo adesso a parlare di questo Qabbalessico. Si tratta di un libro di appena settantacinque pagine.  Un libricino secondo il normale pensiero. Un libro composto da ventisei storie, ognuna delle quali prende spunto da una parola, da un aspetto della vita quotidiana, da un aspetto sociale (definiamolo così) del mondo in cui viviamo. Parole e aspetti che vengono analizzati e sviscerati brevemente (mai più di quattro o cinque pagine), e più o meno in profondità. Questo aspetto di analisi avviene alla luce di un candelabro a sette bracci, parte da una tradizione ebraico-qabbalistica assolutamente affascinante. Vengono regalate a lettore ventisei perle di saggezza, alcune più preziose, altre meno. Alcune più riuscite, altre meno. Che la cosa avvenga in appena settantacinque pagine non dovrebbe sorprendere. Ogni parola è ben pesata e misurata. Nessuna parola di troppo. Ogni parola necessaria.
Un libro da leggere tranquillo e possibilmente silenzioso, un luogo adatto ad una lettura come questa. Un luogo che concilii l’immersione dentro di sé, in quel luogo intimo, in quella dimensione personale in cui la saggezza delle parole lette possa incontrare liberamente il nostro vero io.
Alcune delle storie mi sono apparse di difficile comprensione. Ho dovuto leggerle alcune volte (tenete presente che non ho assolutamente seguito il consiglio dato poco sopra, perché leggevo in treno). È però vero che questi racconti, nascondo tutti quella saggezza propria di chi li ha scritti, nascondono un piccolo dono che aspetta il lettore. Aspettano colui che decide di immergersi, andare oltre, scendere. Non a caso questa, di seguito, è la prefazione del libro:

Siamo d’accordo, sono le parole che creano il mondo ed io cammino su questo mondo. Però mi attira ciò che si nasconde dietro ogni parola, dietro ogni tessera del mosaico planetario. Trattengo il fiato, mi tuffo sotto la superficie delle parole e scopro mille mondi nuovi. Certo, mi sono lasciato un po’ d’aria per sorridere. L’ebbrezza da profondità è una vertigine a portata di mano, poche righe sotto la superficie della pagina…

Che dire ancora?
Ho letto un libro che parla della storia dell’uomo, dell’antica storia dell’uomo, della mia storia, della tua storia, caro amico lettore!

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