domenica 2 luglio 2017

FUMETTO: Corto Maltese 15 - Concerto in O' minore per arpa e nitroglicerina

uon salve a tutti quanti,
amici e visitatori dell'aNtRoDeLLoShAmAnO!
Ho inizio una serie di recensioni fumettose su un personaggio che ha fatto la storia del fumetto in Italia e mi permetto di dire, non solo: il Corto Maltese di Hugo Pratt.
La collezione dei numeri di questo fumetto l'ho terminata almeno dieci anni fa ad un Lucca Comics and Games, ma non ho mai terminato di leggerla. Si tratta, per i più curiosi di voi, dell'edizione edita dalla Lizard Edizioni. Avete presente? Copertina completamente bianca, costola rossa nella sua parte terminale. Immagine di copertina piccola e colorata.
Con l’uscita della nuova avventura di Corto Maltese ad ottobre del 2015 (acquistata dal mio fumettaro di fiducia) mi sono deciso,  finalmente, a rileggere tutte le storie di questo fumetto, ed a condividere con voi qualche commento ed impressione.
Le altre recensioni finora proposte, le potete trovare a qui:
  1. Il Segreto di Tristan Bantam
  2. Appuntamento a Bahia 
  3. Samba con Tiro Fisso
  4. Un'aquila nella giungla 
  5. ... e riparleremo dei gentiluomini di fortuna
  6.  Per colpa di un gabbiamo
  7. Teste e funghi 
  8.  La conga delle banane  
  9.  Vudù per il presidente 
  10. Una ballata del mare salato 
  11.  La laguna dei bei sogni
  12.  Nonni e fiabe
  13. L'angelo della finestra d'oriente
  14. Sotto la bandiera dell'oro
Parliamo dunque del quattordicesimo numero di questa serie: concerto in o'minore per arpa e nitroglicerina.



Non posso iniziare queste poche righe su questa nuova storia di Corto Maltese, senza partire dal titolo. Ma lo avete letto bene? Ma non vi suona all’orecchio come un verso poetico? Ma solo a me fa questo effetto?
In ogni caso, già in qualche post precedente vi avevo fatto notare come i titoli che Pratt da alle storie di Corto Maltese hanno davvero qualche cosa di particolare.


Ho trovato l’inizio di questa storia particolarmente cinematografico: nessun baloon, nessuno parla, solo una carrellata di particolari che si concludono con l’accensione di un fiammifero. Fiammifero che poi sale fino alla sigaretta per illuminare, così, il volto di Corto Maltese.

Anche in questo caso mi ripeterò, ma la cosa è da sottolineare: come abbiamo già avuto modo di notare in altre storie, non sempre è lo spirito avventuroso di Corto Maltese il motore di tutto, a volte sembra invece che il nostro protagonista subisca le vicende che lo circondano, nella misura in cui sembrano loro ad andare a cercarlo. Questa storia non fa difetto. Ci troviamo in Irlanda ed alcuni membri dell’I.R.A. stanno assaltando una camionetta dell’esercito. Guarda caso il tutto avviene nello stesso vicolo in cui si trova Corto.

Dopo lo scontro facciamo la conoscenza con una giovane donna, membro dell’I.R.A., che risponde al nome di  Banshee (personaggio che tornerà in seguito) e con il maggiore O’Sullivan dell’esercito.

Dopo l’incontro/scontro con O’Sullivan, Pratt ci regala un altro momento cinematografico con una passeggiata per Dublino con alcune vignette che riproducono alcuni particolari dal sapore intensamente irlandese.

Corto incontra allora i membri del Sinn Fein (ala politica dell’I.R.A.) e noi lettori iniziamo a scoprire alcune cose interessanti: la prima è senz’altro che Pratt è un narratore fantastico, infatti questo incontro, che si consuma, in fondo, in poche pagine, è rude e dolce al contempo, sincero e spigoloso, duro e sognante. La seconda è che Corto non si trova qui per caso, ma ha rifornito di armi il Sinn Fein, che era guidato fino a qualche tempo prima da un suo caro amico, Pat Finnucan, ora morto; e che ancora, ora Corto è qui anche per vendicarlo.

Viene poi introdotta la storia di Pat Finnucan, Banshee e O’Sullivan: tre grandi amici in gioventù che vengono divisi. O’Sullivan chiese in sposa Banshee, che però rifiuta perché O’ Sullivan sceglie l’esercito inglese invece degli Irlandesi, ed allora decise di sposare l’altro amico, Pat.

Tutto sembra scontato, nel momento in cui Corto riesce a recuperare una divisa da poliziotto inglese ed entrare nella prigione a Dublino per uccidere O’Sullivan. E invece no. Non dimenticate cosa vi ho detto poco fa: Pratt è un grande narratore.

Sarebbe davvero un delitto raccontarvi quello che si scopre alla fine della storia, per cui mi permetto di dire solo più questo: il finale è un poco malinconico, ma nuovamente rispecchia perfettamente come mi immagino l’atmosfera in una grigia giornata in cui la nebbia avvolge tutto e tutti ed una pioggerellina cade incessante, ma mai violenta, su ogni cosa.

...al prossimo incontro!
LoShAmAnO
 

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