lunedì 21 marzo 2016

FUMETTO: Dragonero Annuale - Avventura a Darkwood

uon salve a tutti quanti,
amici e visitatori dell'aNtRoDeLLoShAmAnO!

Eccomi nuovamente qui a parlavi di un altro fumetto. Si tratta di un fumetto che è entrato a far parte della collezzione dell'aNtRoDeLLoShAmAnO ormai da diverso tempo, ma che sono riuscito a leggere solo da poco. Spero di non annoiarvi troppo se condivido con voi alcune considerazioni ed impressioni.


DRAGONERO – Annuale
Avventura a Darkwood



Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Walter Venturi
Colorazione: Luca Dell’Annunziata (GFB Comics)
Lettering: Marina Sanfelice
Copertina: Michele Rubini
Colori Copertina: Paolo Francescutto

Partiamo come al solito dalla copertina? Personalmente mi è piaciuta molto. L’ho trovata ben fatta ed azzeccata per il “Team up” presentato in questa storia. Il focus va subito ai due protagonisti, lo squarcio della realtà che ci presenta la foresta di Drakwood sembra quasi invogliare il lettore a provare a metterci la mano attraverso.
 L’introduzione di Moreno Burattini, storico curatore della testata dello “Spirito con la scure”, è interessante nella misura in cui mi ha fatto venire voglia di capire come Stefano Vietti avesse messo in pratica questa unione tra Dragonero e Zagor. Quando ho saputo di questa storia, devo ammetterlo, ho storto un poco il naso. Ma ora ho dovuto ricredermi… e nuovamente, con questo commento, vi ho già svelato quale è la mia opinione in merito a questa storia.
Ma come sempre, cerchiamo di andare con ordine per non perdere il filo già fin troppo ingarbugliato.

La storia nella sua prima parte è un alternarsi tra Darkwood e l’Erondar… dapprima le storie di Zagor e Cico… ops, scusate… di Zagor e Cico Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales da una parte, e quelle del gruppo composto da Ian, Gmor e Mirva dall'altra, muovono in parallelo. Muovono su binari paralleli nonostante la presenza, in entrambe le storie, dei Ghoul, ne faccia pregustare l’intersezione. Tale intersezione avviene quando il gruppo dell’Erondar, presso una vecchia fortezza abbandonata, seguendo le tracce del tecnocrate Oram Thais (il cattivo), s’imbatte in una Pietra Sonora o Pietra Degli Ubiqui. Tale pietra ha poteri starodinari e come scopriranno i nostri eroi, non solo è in grado di spostare le persone da un luogo ad un altro, ma anche da un mondo ad un altro. Infatti seguendo le tracce di Oram Thais , Dragonero e Gmor attraversano il portale e si ritrovano a Darkwood.
Stefano Vietti segue una strada forse già vista e rivisitata, ma pur sempre avvincente. Ecco dunque che tra i due protagonisti della storia c’è un primo scontro… che finisce in pareggio, tranquilli! Scontro che poi si tramuta in dialogo, collaborazione e scoperta di valori ed obbiettivi comuni. Non vi svelo il finale, e nemmeno il perché Omar Thais si sia ingegnato tanto per portare a termine il suo piano; questa parte della storia, merita davvero la lettura. Ovviamente il bene vince ed il male perde.

Bello il parallelo tra i due personaggi anche attraverso i comprimari delle rispettive storie. Seppur con le loro differenze, Grmor e Cico sono molto più simili (o almeno in questa storia vengono sottolineate le caratteristiche comuni) di quanto l’aspetto non dica.

Nonostante le uniche storie di Zagor con cui sono mai venuto a contatto siano state quelle lette da “Cescu ‘l Barbè” (il barbiere da cui andavo da piccolo e dove, nell’attesa sfogliavo albi di Tex e Zagor), posso dire però che da questo racconto se ne evincono le principali sfumature del carattere. Personaggio forte e deciso, risoluto e ligio al dovere, dai principi morali saldi… insomma un eroe “classico” per come siamo abituati a definirlo noi.
Quando dico “classico” non sto dicendo “vecchio” o “superato” o qualche altro termine dall’accezzione negativa. Intendo semplicemente “classico”. Lasciatemi dire che se ancora oggi personaggi come Zagor e Tex, seppur rinnovati nella veste e nell’approccio alle storie, ma con un impianto di base solido come una roccia, sono fumetti che vendono e la gente ne legge le avventure… ecco che “classico” non è “vecchio” o “superato”.

Sebbene i colori, a tratti diano un qualcosa in più alla storia, per la maggio parte del tempo non giustificano la loro presenza, e lo capisco, non mi fraintendete; la carta ed il formato non sono proprio quelli che aiutano i colori a venire alla ribalta, lo so, in ogni caso, a prescindere da questo, mi aspettavo qualcosa in più. Ma ripeto, sono solo valutazioni personali, e dunque, fallaci.

Una storia da leggere?
Se siete appassionati di Dragonero direi di sì!
Se siete appassionati di Zagor… bè io non lo sono, per cui chiedo a qualche appassionato di Zagor se ha letto la storia e cosa ne pensa! Lascio la parola a voi amici della foresta di Darkwood.

... al prossimo incontro!
LoShAmAnO
 

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