venerdì 31 maggio 2013

FUMETTO: Brendon 90

Buon giorno a tutti!
Se voi fosse stati nei miei panni, e sullo scaffale della libreria aveste trovato il numero 89 ed il numero 90 di Brendon, non avreste pensato "fatto 30 facciamo 31"? Letto l'89, non avreste letto il 90? Siate sinceri! Insomma, eccomi qui che vi parlo di un'altra storia, quella di...

BRENDON 90

L’ultimo degli eroi

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Claudio Chiaverotti
DISEGNI: Giovanni Talami
COPERTINA: Massimo Rotundo
LETTERING: Cristina Bozzi

Che dire di questa storia? Mi vengono in mente due cose. La prima è un commento a caldo: davvero un’altra bella storia firmata da Chiaverotti. Una storia dinamica, dai continui salti nelle sotto-trame, dal ritmo serrato che risulta piacevolissima alla lettura. La seconda è un consiglio a chi di voi deve ancora leggerla: non continuate nella lettura di queste quattro righe che mi accingo a scrivere e che chiamo recensione, piuttosto girate la prima di copertina e leggete tutte le pagine fino alla fine, mi raccomando, fino alla fine, perché saranno proprio i colpi di scena di questa storia a darle gusto e sapore.

Chiaverotti è davvero straordinario nello sceneggiare la storia. Il lettore non è solo un partecipante esterno alle vicende del nostro cavaliere di ventura preferito, ma, automaticamente, viene assorbito all’interno della storia ed accompagna Brendon nell’indagine. Anche il lettore cerca di mettere insieme i pezzi di una storia che sembrano dapprima combaciare in un modo, poi in un altro, e poi in un altro ancora. Ipotesi, idee, iniziano a formarsi nella mente del lettore più attento ai particolari…arrivati verso la fine il lettore si è ormai fatto l’idea che sia stata Breeze ad aver ucciso Adam, e che ucciderà anche il mercante di pezzi della vecchia era, guarda caso proprio colui che aveva venduto il fumetto “maledetto” ad Adam, all’inizio della storia. Confessi chi di voi non l’ha pensata così? Ed invece la straordinaria sceneggiatura di Chiaverotti, che fino a quel momento ci ha portato a credere quello, dà una bella sterzata al timone, e ci conduce al finale che lui ha pensato per questa storia. Un finale che non ti aspetti. Sono un semplice lettore ed appassionato di fumetti, ed assolutamente non sono un esperto, da un punto di vista tecnico, ma non credo che ottenere questo effetto sia da tutti. Un plauso a Claudio.

mercoledì 29 maggio 2013

FUMETTO: Brendon 89

Cari amici,
sono un poco indietro con le letture, ma questo non è un buon motivo per non leggere, non trovate? Tanto più quanto ad essere lette sono delle buone storie, non siete d'accordo? Ecco che allora in questa grigia giornata vi presento questa storia di Brendon...

...BRENDON 89

Nessuno muore a Neverland

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Claudio Chiaverotti
DISEGNI: Esteban Maroto
COPERTINA: Massimo Rotundo
LETTERING: Cristina Bozzi

Nessuno muore a Neverland” non è solo il titolo di questo albo, ma anche la diceria che il nostro Brendon dovrà smascherare o confutare e che dà il via alla storia.
Un uomo morente, in possesso di una mappa in cui si dice sia indicata la posizione di Neverland, ingaggia Brendon. Scopo dell’ingaggio? Trovare la città! Seguendo la mappa e con l’aiuto di uno strambo venditore di acqua che si aggira nel deserto, il nostro eroe trova l’ingresso di un vecchio tunnel. Il punto indicato dalla mappa. Entrato nel tunnel per cercare di capire se si tratta dell’ingresso a Neverland o di altro, inizia un’interessante sequenza che dura da pagina 22 a pagina 26 (ne vedete un esempio nella TAVOLA 01). 

TAVOLA 01
Una breve sequenza, ripetuta per tre volte, con un ritmo sempre più serrato. Tale sequenza ci mostra come il nostro cavaliere di ventura sia caduto in una spirale del tempo (pochi istanti che si ripetono all’infinito e ti risucchiano in un vortice, senza inizio e senza fine…come la follia) e di come ne sia uscito. Scopriremo solo più avanti, con il proseguire della storia, che la caverna, unica via di accesso a Neverland, è protetta da miasmi e vapori che causano allucinazioni. Superata questa prova Brendon approda dunque a Neverland. Nasconderà davvero il segreto dell’immortalità? La vicenda si sviluppa, a questo punto, presso la locanda. Neverland sembra davvero una cittadina come tante altre, quale migliore luogo per reperire informazioni se non la locanda? Parola di Brendon. L’indagine del nostro cavaliere di ventura porta a scoprire una serie di bugie che non fanno altro che aumentare il sospetto e la curiosità del nostro eroe. Le domande e l’indagare, però, attirano l’attenzione di Zener, responsabile e leader della confraternita del vulcano, una confraternita nata per proteggere il segreto di Neverland. Zener ordina l’uccisione di Brendon, “ma con discrezione, mi raccomando, i cittadini di Neverland non devono essere disturbati dalla morte di nessuno”. Seguono altre indagini che portano solo a dialoghi sconclusionati quanto assurdi. Belli e significativi alcuni espedienti narrativi usati da Chiaverotti e Maroto, come quello di pagina 44 in cui il quadro del vecchio con la falce in mano che sconfigge la morte, viene “invertito” arrivando invece a mostrare la morte che colpisce il vecchio; il tutto scandito e accompagnato dalle parole “Oh no, signore…non c’è nulla di strano…a Neverland”.

lunedì 27 maggio 2013

DAL KRIEGSSPIEL AD ADVANCED D&D – SECONDA PUNTATA

So di essere stato silente per molto tempo...ma come forse sapete, a volte la vita ti prende per mano e di accompagna lungo cammini lunghi. Così è stato per me, in queste settimane. Ho camminato e tanto e tanto ancora dovrò camminare...ma d'ora in poi sarò in compagnia, in buona compagnia. Per cui direi che sono rimasto indietro con tante cose. Allora eccovi la seconda puntata del viaggio che ci porterà dal Krieggspiel fino a D&D.


Iniziamo con un’ introduzione al mondo degli scacchi, dei wargames e di D&D.
Un introduzione al mondo dei giochi in senso lato.

Il gioco ha accompagnato l'uomo sin dalle più remote epoche al punto che risulta impossibile stabilire quale sia stato il primo gioco cui gli uomini abbiano giocato. Sicuramente di alcuni è possibile stabilire un periodo in cui sono stati codificati; è il caso ad esempio degli scacchi, o di alcuni giochi di carte. Quello che possiamo dire però, abbastanza per certo è che: il gioco non rappresenta un’attività puramente infantile, bensì una necessità insita nell’adulto di ogni età, che sente il bisogno di impegnarsi in particolari esercizi congeniali alla propria personalità e che gli permettono di soddisfare pure certe esigenze di competitività e di evasione necessarie al proprio equilibrio psichico e fisico.

Bellissimo, non trovate?

Si dice, che i primi giochi fossero in qualche misura legati al mondo dell’agricoltura e della guerra. Si dice che in vari rinvenimenti archeologici, si siano estratti giocattoli agricoli o bellici (piccoli aratri, piuttosto che spade). Il gioco dunque era in qualche modo legato alle principali attività del mondo antico. Il passaggio al gioco degli scacchi, simulazione per antonomasia, delle attività belliche è quasi obbligato.

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