giovedì 21 febbraio 2013

DAMPYR 154

Allora...capiamoci bene e non prendiamoci in giro: quando una storia è bella, è bella. Punto. E questo va detto!

DAMPYR 154
La dama degli incubi
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Claudio Falco
DISEGNI: Michele Cropera
COPERTINA: Enea Riboldi
LETTERING: Omar Tuis

Davvero un’altra bella storia, questa di Dampyr. È con questa considerazione che vorrei iniziare la recensione di questa storia; con questa e con un’altra, più di ampio respiro sulla testata in generale. Dampyr, soprattutto in quest’ultimo periodo, mi sembra si possa serenamente collocare una spanna sopra le altre serie della Bonelli. Storie appassionanti e mai scontate, disegni sempre di una certa qualità. Una sottotrama di grande respiro, portata avanti storia dopo storia con intelligenza. Che dirvi di altro? Se cercate una bella serie da seguire questa fa al caso vostro.
Ma veniamo alla storia di questo numero 154. Claudio Falco e Michele Cropera firmano un gran bel numero, fatto di cambi di ritmo al punto giusto, di storie dei singoli protagonisti che si separano, si inseguono e si intrecciano.
La vicenda: siamo nei regni infernali (a Eblis per i più precisini) e facciamo la conoscenza con Reshep, il carceriere e Blimunde (la dama degli incubi), la prigioniera. In cambio dei servizi della dama contro alcuni nemici (chi potranno mai essere questi nemici?), Reshep le promette la libertà. 

Inizia così la composizione della tela di intrighi e trappole che attireranno Harlan, Kurjak e Tesla nei loro incubi più profonci. Harlan viene catapultato sul pianeta dei Maestri della notte e scopre il piano di suo padre Draka…la creazione di  una nuova razza di Maestri della notte, praticamente immortali. Kurjak e Tesla tornano invece a Jorvolak (è stato emozionante rivivere le vicende dei primi numeri della serie sotto una nuova luce), l’uno in compagnia dei suoi commilitoni, l’altra nel branco di Gorka, nuovamente sotto il suo controllo.

 E dove sta l’incubo in tutto questo? Come se non bastasse a tutto questo aggiungiamo il fatto che in questa realtà onirica Harlan non esiste. Il ritmo della storia come dicevamo prima aumenta di pari passo con l’incedere delle vicende. Harlan deve affrontare suo padre, Kurjak e Tesla si riconoscono e insieme decidono di affrontare Gorka (non hanno molta scelta a dire la verità)…e proprio in questo momento l’incubo finisce e i nostri eroi tornano alla realtà, a Friburgo. Eh sì, tutte queste vicende che vi ho maldestramente riassunto sono alternate dalle vicende di Kaleb e Nik, che saputo della sparizione del Dampyr e dei suoi amici si mobilitano. Indagini, ambasciata-incontro con il principe Iblis che interverrà ed in qualche modo aiuterà a mettere a posto le cose.
Come avrete capito si tratta di una storia piena di intrecci, di rimandi, piena di tensione (l’incontro tra Caleb e Iblis vi assicuro che è carico di tensione e trasuda dalle pagine che vengono sfogliate) e di azione.
Passiamo ora ai disegni? Per forza di cose. Non posso non parlarvi di Michele Cropera e dei suoi disegni. Mi scuso in anticipo con voi per questa mia personale digressione: ho conosciuto Michele, o meglio i suoi disegni, sulle pagine di Lazaruss Leed…fu amore a prima vista con quel suo tratto fine, con quelle ombre sfumate. E poi? Con alcuni amici, con cui si condivide la passione per i fumetti, si è deciso di organizzare una mostra mercato a Peveragno, il nostro paese. 

E chi ti viene come primo ospite? Esatto. Poi lo stile di Michele ha iniziato a cambiare un poco, ad evolversi. Ho fatto fatica a tornare ad apprezzarlo nuovamente, vi devo dire che in questo numero ci sono riuscito. Ci sono alcuni primi piani davvero molto belli, alcune tavole davvero d’impatto.
Detto questo…dovrei avervi detto tutto…anzi, vi lascio e vi saluto con due interrogativi…il primo: se voi dovreste incontrare Blimunde, e se lei vi dovesse sfiorare per farvi precipitare nel vostro più profondo incubo, dove precipitereste? Fate bene attenzione a cosa ripondete! Il secondo lo prendo direttamente dall’ultima tavola della storia. Lo pome Harlan ai suoi amici, quando seduti al tavolo dell’Aquila Verde si interrogano su quanto successo: e se la natura di Dampyr di Harlan avesse interagito con il potere di Blimunde facendogli vivere una premonizione piuttosto che un incubo? E se quello che avesse vissuto Harlan (la scoperta del piano del padre e lo scontro con esso) fossero semplicemente un possibile futuro? E se suo padre Draka stesse davvero orchestrando la nascita di una nuova specie di Maestri della notte invincibili? E se lo avesse già fatto?
OK, erano più di due interrogativi, ma valeva la pena porli.

L o S h A m A n O

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